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Sicilia - Sez. Catania - n. 81 del 20/01/2003
Concorso pubblico - esclusione per carenza di requisito - nomina ed immissione in servizio dei vincitori

Concorso pubblico per la copertura di n. 2 posti di direttore ripartizione tecnica 2^ q.d. - esclusione per carenza di requisito - nomina ed immissione in servizio dei vincitori
(Tar Catania, III sezione, Sentenza n. 81 del 20/01/2003)


REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA SICILIA, SEZIONE STACCATA DI CATANIA, SEZ. III^, COMPOSTO DAI SIGNORI MAGISTRATI:

- Italo Vitellio - Presidente
- Ettore Leotta - Consigliere
- Daniele Burzichelli - I Referendario, rel.

ha pronunciato la seguente:

SENTENZA

sul ricorso n. 4909/97 R.G., proposto da ** **, rappresentato e difeso dall’Avvocato ****, elettivamente domiciliato presso ****;

contro

il Comune di Messina, in persona del Sindaco, rappresentato e difeso dall’Avvocato ****, elettivamente domiciliato presso ****;

e nei confronti di

** , rappresentato e difeso dall’Avvocato ****, elettivamente domiciliato presso ****;

per l’annullamento

- della deliberazione n. 1383 in data 27 maggio 1997, con la quale la Giunta Municipale del Comune di Messina, contestualmente all’approvazione della graduatoria definitiva, ha approvato il verbale di esame dei titoli preparato dal Segretario Generale per il concorso pubblico per la copertura di due posti di "direttore della ripartizione tecnica", II qualifica dirigenziale, disponendo l’esclusione del ricorrente causa la mancanza di cinque anni di servizio nella qualifica inferiore;

- delle deliberazioni di Giunta Municipale del Comune di Messina n. 1475 in data 4 giugno 1997 e n. 1866 in data 8 luglio 1997, con cui sono stati nominati ed immessi in servizio i vincitori del concorso sopra indicato;

Visti tutti gli atti di causa e i documenti contenuti nel fascicolo processuale;

Designato quale relatore per la pubblica udienza del 3 dicembre 2002 il Primo Referendario dott. Daniele Burzichelli;

Uditi i difensori delle parti, come indicato nell’apposito verbale, nella pubblica udienza del 3 dicembre 2002;

Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue:

FATTO

Come già indicato in epigrafe, con il presente gravame il ricorrente ha impugnato la deliberazione n. 1383 in data 27 maggio 1997 (con la quale la Giunta Municipale del Comune di Messina, contestualmente all’approvazione della graduatoria definitiva, ha approvato il verbale di esame dei titoli preparato dal Segretario Generale per il concorso pubblico per la copertura di due posti di "direttore della ripartizione tecnica", II qualifica dirigenziale, disponendo l’esclusione del ricorrente a causa della mancanza del requisito di cinque anni di servizio nella qualifica inferiore), nonché le deliberazioni di Giunta Municipale del Comune di Messina n. 1475 in data 4 giugno 1997 e n. 1866 in data 8 luglio 1997 (con cui sono stati nominati ed immessi in servizio i vincitori del concorso sopra indicato).

Il Comune di Messina, ritualmente intimato, si è costituito in giudizio, sollecitando il Tribunale a rigettare il ricorso presentato dal ** in quanto infondato.

Anche il controinteressato ****, ritualmente intimato, si è costituito in giudizio e ha sollecitato il Tribunale a rigettare il ricorso presentato dal ** in quanto infondato.

Nella pubblica udienza del 3 dicembre 2002, sentiti i difensori delle parti, coma indicato nell’apposito verbale, il ricorso è stato, infine, trattenuto in decisione.

DIRITTO

Deve premettersi, in punto di fatto, che il Comune di Messina, con deliberazione di Giunta Municipale n. 4302 in data 20 dicembre 1996, ha approvato il bando di concorso pubblico per titoli per la copertura di due posti di "direttore di ripartizione tecnica", II qualifica dirigenziale, per il quale concorso l’odierno ricorrente ha ritualmente presentato domanda di partecipazione.

In particolare, al fine di dimostrare di essere in possesso del requisito contemplato dall’art. 43 del d.p.r. n. 268/1987 ("esperienza di servizio di cinque anni in posizione dirigenziale, corrispondente alle funzioni della prima qualifica dirigenziale, direttore di divisione tecnica"), il ** ha allegato alla domanda di partecipazione al concorso i certificati di servizio rilasciati dalle aziende private presso cui aveva prestato servizio (la soc. coop. a r.l. ****, presso la quale il ricorrente avrebbe svolto le funzioni di direzione e coordinamento dei settori della progettazione edilizia e dell’urbanistica dal 1984 al 1991, e la soc. coop. a r.l. ****, presso la quale avrebbe svolto dal 1992 le funzioni di direttore tecnico).

Con il provvedimento impugnato in questa sede, come già sommariamente enunciato in epigrafe, l’Amministrazione Municipale ha disposto l’esclusione del ricorrente dalla procedura concorsuale per la copertura di due posti di "direttore di ripartizione tecnica",sul rilievo della mancanza del requisito dei cinque anni di servizio nella qualifica inferiore, e il **, nell’aggredire tale provvedimento, ha lamentato, con il primo motivo di gravame, la "violazione dell’art. 3 della legge regionale n. 10/1991 ed il difetto di istruttoria", osservando che, in difetto di una tabella di equiparazione delle qualifiche attribuite dagli enti pubblici rispetto a quelle acquisite presso aziende private, risultava indispensabile in sede di concorso pubblico determinare le rispettive corrispondenze mediante una apposita comparazione fra le mansioni svolte presso i due tipi di strutture, mentre, sotto altro profilo, la decisione assunta dall’Amministrazione si presentava priva di adeguata motivazione e non era stata assunta all’esito di una articolata e completa istruttoria.

Con il terzo motivo di gravame, il ricorrente ha, infine, lamentato il vizio di "eccesso di potere per erronea valutazione dei presupposti", osservando, in estrema sintesi, di avere svolto per oltre un quinquennio, seppure in ambito privatistico, mansioni corrispondenti a quelle di direttore divisione.

Ad avviso del Collegio, il presente ricorso deve considerarsi infondato.

Invero, come puntualmente osservato dall’Amministrazione resistente e dal controinteressato, non può condividersi l’opinione di parte ricorrente secondo cui il Comune di Messina non avrebbe correttamente valutato le mansioni svolte dal ** quale dipendente presso società private nel periodo ricompresso tra il 1984 ed il 1989, né la tesi secondo cui le mansioni proprie in ambito privatistico della categoria dei "quadri" dovrebbero reputarsi corrispondenti a quelle attribuite al personale appartenente alla prima qualifica dirigenziale nell’ambito del pubblico impiego.

Al riguardo deve, innanzitutto, osservarsi che il ricorrente ha espletato le funzioni di direttore tecnico presso la società privata **** per un periodo inferiore a cinque anni (segnatamente per anni quattro, mesi tre e giorni ventisette decorrenti dal 2 gennaio 1992 al 29 aprile 1996, data, quest’ultima, di scadenza per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso di cui si tratta).

Tale periodo, pertanto, non risulterebbe comunque idoneo ad assicurare l’esperienza quinquennale richiesta dal bando di concorso, atteso che lo stesso disponeva espressamente nel senso che i requisiti prescritti dovevano essere posseduti dagli interessati alla data di scadenza del termine previsto per la presentazione delle domande di partecipazione al concorso.

Inoltre, il bando di concorso imponeva espressamente ai candidati di produrre un "certificato di servizio rilasciato dall’Amministrazione o Ente di diritto pubblico o Azienda pubblica o privata presso cui il candidato ha prestato servizio, dal quale risulti che il concorrente, alla data di scadenza del predetto bando, abbia maturato una esperienza di servizio di almeno cinque anni cumulabili in posizione dirigenziale", corrispondente alle funzioni proprie della I qualifica dirigenziale (Direttore di Divisione Tecnica).

Ciò significa che la valutazione "per corrispondenza" che l’Amministrazione era tenuta ad effettuare riguardava soltanto l’espletamento di mansioni relative a qualifiche formalmente dirigenziali (e non anche l’espletamento di presunte mansioni sostanzialmente dirigenziali, ma relative a qualifiche formalmente inferiori, come appunto quella del "quadro" nell’ambito del settore privato).

Ad ogni buon conto, per quanto concerne la presunta appartenenza del ** alla categoria dei quadri a decorrere dal 1 gennaio 1991 e sino al 31 dicembre 1996, essa risulta in primo luogo indimostrata, atteso che il ricorrente ha svolto funzioni di coordinamento e di direzione nel settore della progettazione edilizia e urbanistica presso la Società Cooperativa **** dal 1984 al 1991 e le mansioni di direttore tecnico in qualità di dipendente della società **** dal 1992 e sino al momento della presentazione della domanda di partecipazione al concorso.

In altri termini, dalla stessa prospettazione del ricorso, non è dato comprendere in forza di quale avvenimento il ricorrente sarebbe stato incluso nella categoria dei quadri a far data dal 1 gennaio 1991, atteso che soltanto dal 2 gennaio 1992 lo stesso risulta aver svolto una attività diversa da quella precedente.

Né può ritenersi condivisibile, sotto un diverso profilo, la pretesa corrispondenza fra le funzioni svolte dai "quadri" nel settore privato e quelle esercitate dai dirigenti degli enti locali, atteso che ai "quadri" sono attribuite in ambito privatistico semplici competenze inerenti al coordinamento di risorse e persone al fine di consentire la diretta attuazione di obiettivi già prestabiliti, mentre ai dirigenti pubblici è riconosciuta una piena autonomia tecnica, di decisione e di direzione che ben diversamente connota, nel senso di una maggiore responsabilità, siffatta figura professionale.

In conclusione, il presente ricorso deve essere rigettato in quanto infondato.

Sussistono, tuttavia, giusti motivi per compensare interamente fra le parti le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo per la Sicilia, Sezione Staccata di Catania:

1) rigetta il ricorso;

2) compensa interamente fra le parti le spese del presente giudizio;

3) ordina che la presente decisione sia eseguita dall’Autorità amministrativa;

Così deciso in Catania, nella Camera di Consiglio del 3 dicembre 2002.