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Giudice di Pace di Catanzaro - Sentenza del 07/04/2003
Effetti della notifica per il notificante ricollegati al solo compimento delle formalità

Effetti della notifica per il notificante ricollegati al solo compimento delle formalità
( Giudice di Pace Catanzaro, sentenza 07.04.2003 )


Repubblica Italiana

In nome del Popolo Italiano

Il Giudice di Pace di Catanzaro, nella persona del dott. Sergio Lumare ha emesso la seguente

Sentenza

nella causa civile iscritta al n. 1994/2002 Ruolo Generale, avente ad oggetto: opposizione a cartella esattoriale ex art. 617 C.p.c.,

tra

*********, attore, elettivamente domiciliato in Catanzaro, ****, presso lo studio dell’avv. **** che lo rappresenta e difende,

contro

Prefettura di Catanzaro, nella persona del Prefetto pro tempore, convenuta, rappresentata per delega dalla dr.ssa Maria Rosaria Schipani, e

contro

**** S.p.A. Concessionaria del Servizio Riscossione Tributi nella provincia di Catanzaro, nella persona del legale rappresentante pro tempore, convenuta, con comparsa di risposta presentata in udienza il 5 marzo 2003 a firma dell’avv. Salvatore Baffa all’uopo delegato.

Svolgimento del Processo

Con atto di citazione ritualmente notificato per l’udienza del 28 ottobre 2002, ********, ai sensi del 1° comma dell’art. 617 C.p.c., proponeva opposizione avverso la cartella esattoriale n. ****, notificatagli il 6 luglio 2002 dalla S.p.A. **** per conto della Prefettura di Catanzaro con la quale gli veniva richiesto, per sanzione amministrativa e spese il pagamento della somma di € 309,74 per violazioni del codice della strada in ordine ad infrazioni dichiarate commesse nel 2000.

Con il suo atto il ***** contestava il diritto dell’amministrazione convenuta a procedere all’esecuzione, affermando l’illegittimità della cartella esattoriale e deducendo una serie di irregolarità formali dell’atto impugnato; concludeva, infine, chiedendo dichiarazione di nullità e di inefficacia per la cartella esattoriale de qua, con vittoria di spese e competenze del presente giudizio.

All’udienza del 28 ottobre 2002, oltre al procuratore della parte attrice, era presente il delegato dell’autorità prefettizia il quale, nel costituirsi, contestava in fatto ed in diritto le deduzioni di controparte, eccependo la irregolarità della procedura di opposizione seguita. Nessuno compariva per la convenuta **** S.p.A.-

Nel prosieguo il giudice, preso atto della eccezione preliminare dedotta dalla convenuta, fissava nuova udienza per la trattazione della causa autorizzando le parti all’eventuale deposito in cancelleria di brevi note di precisazione.

Nella successiva udienza, nella quale un rappresentante della S.p.A. **** depositava atto di costituzione privo però della necessaria delega, il giudice si riservava di decidere, insieme al merito, la questione in tema di procedura introdotta dalla convenuta; sentiti i procuratori presenti, esaminati gli atti di causa, il giudicante, poi, rinviava all’udienza del 5 marzo per le attività di cui all’art. 321 C.p.c.-

In quest’ultima udienza, dopo aver preso atto che la **** S.p.A. aveva in precedenza presentato in cancelleria una nuova comparsa di risposta contenente argomentazioni non attinenti all’odierno giudizio, il giudice ritenendo la causa matura per la decisione, ascoltate le brevi conclusioni e discussioni da parte dei procuratori presenti tratteneva il fascicolo per la decisione, concedendo termine fino al 31 marzo 2003 per il deposito in cancelleria di note finali.

Motivi della decisione.

La trattazione della presente causa riguarda, in via principale, la questione sollevata da parte attrice in ordine alla difficoltà di lettura ed interpretazione della cartella esattoriale impugnata, con il rilievo, tra l’altro, che dall’atto non è dato desumere quale sia stato il provvedimento amministrativo dal quale deriva la pretesa sanzionatoria.

A tale questione, è stata poi contrapposta in via pregiudiziale dal delegato della convenuta autorità prefettizia, l’invalidità dell’opposizione per il mancato rispetto dei termini perentori di cui al I° comma dell’art. 617 C.p.c., per essere stato notificato ad entrambi i convenuti in data 15 luglio 2002 l’atto di citazione relativo all’opposizione, ben oltre quindi il termine perentorio di cinque giorni previsto dalla citata norma, la cui decorrenza era da fissarsi al 6 luglio 2002, corrispondente alla data di ricezione della cartella esattoriale impugnata.

Orbene, esaminati gli atti di causa, è da dire, però, che la eccezione pregiudiziale addotta trova soluzione, come peraltro concluso dal procuratore dell’attore, con il riferimento alla recente sentenza n. 477/2002 della Corte Costituzionale contenente il principio, peraltro già presente in alcune sentenze della S.C. ed in dottrina, che nel procedimento complesso della notificazione "... gli effetti della notificazione devono essere ricollegati, per quanto riguarda il notificante, al solo compimento delle formalità a lui direttamente imposte dalla legge, ossia alla consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario, essendo la successiva attività di quest’ultimo e dei suoi ausiliari, sottratta in toto alla sfera di disponibilità del notificante medesimo."
In forza di tale principio dettato dalla Corte Costituzionale, considerato che nel caso di specie il procuratore dell’attore aveva consegnato l’atto per la notifica all’ufficiale giudiziario in data 10 luglio 2002, nei termini perentori previsti dalla legge, nulla rilevando il successivo momento della consegna, deriva quindi la regolarità della notificazione dell’atto di citazione contenente la presente opposizione ed il conseguente necessario rigetto dell’eccezione addotta dalla convenuta autorità prefettizia.

In ordine, poi, alla questione oggetto del presente ricorso relativa ai motivi di opposizione introdotti, occorre dire che la parte attrice sostiene con il suo atto la nullità e la carenza di efficacia della cartella esattoriale impugnata per una serie di irregolarità formali, quale la mancanza di indicazione della data di notificazione del verbale di contravvenzione; quale l’omessa indicazione dell’autorità cui poter ricorrere e dei relativi termini per l'opposizione; quale la considerazione che tali omissioni, che potrebbero essere colmate soltanto rivolgendosi direttamente agli enti creditori, per la brevità dei termini stabiliti per l’opposizione si traducono in concreto in una violazione del diritto alla difesa; quale, infine, l’assenza di ogni specificazione in ordine al veicolo, al tempo ed al luogo della supposta violazione al codice della strada ed ai relativi verbali di accertamento e contestazione.

A fronte tali rilievi, sia l’autorità opposta, che la Concessionaria S.p.A. ****, non hanno tentato alcuna diversa deduzione, ma si sono limitati ad un comportamento processuale volto soltanto a dimostrare alcuni aspetti delle proprie ragioni, senza però curare di superare le eccezioni formali di controparte e senza affrontare il principale tema riguardante la validità della cartella esattoriale impugnata.

Così, la Prefettura, senza peraltro integrare benchè autorizzata la propria difesa con altre note, ha soltanto provveduto a fornire gli estremi dell’infrazione commessa dal ****, dichiarando che la mancata opposizione nei termini di legge da parte del ricorrente aveva condotto all’emissione della cartella esattoriale come atto dovuto.

La Concessionaria S.p.A. ****, da parte sua, ha presentato una comparsa di risposta contenente una formula di rito, utilizzata per tutti i casi di chiamata in giudizio della Concessionaria, con deduzioni standard non assolutamente attinenti al caso di specie.

Entrando, adesso, nel merito delle opposizioni proposte da parte attrice, è da dire che le contestazioni avanzate, non superate dalla difesa dei convenuti, sono meritevoli di favorevole attenzione.

L’odierna questione sottoposta al giudicante, infatti, pur non potendo essere trattata e risolta con il riferimento a specifiche disposizioni normative, deve trovare invece valutazione e considerazione in base ai principi di diritto e nell’ambito delle garanzie costituzionali spettanti ai cittadini. In tale ossequio, così, ogni individuo può e deve far valere il proprio diritto a non essere sottoposto a prestazioni pecuniarie se non nei casi previsti dalla legge; ogni individuo ha poi il diritto di esercitare il proprio diritto di difesa.

Premessi, così, codesti principi e garanzie costituzionali, è da osservare però che la cartella esattoriale di cui al presente giudizio non è rispettosa delle linee guida derivanti da tali principi e garanzie, né si può dire che l’atto in questione abbia seguito le direttive indicate dal Direttore Generale del Dipartimento delle Entrate nella premessa al D.M. del 28 giugno 1999, pubblicato sulla G.U. n. 173 del 26 luglio 1999. Mancano, infatti, nell’atto impugnato, disattendosi così gli obbiettivi di trasparenza prefissati con il D.M. citato, le necessarie indicazioni per provare ed identificare se, e quando, è stata emessa la ordinanza ingiunzione posta a base della pretesa creditoria della pubblica amministrazione; la cartella esattoriale di cui trattasi, inoltre, è priva di specificità non risultando alcuna indicazione analitica delle singole voci che la compongono ed esiste soltanto un costante riferimento a codici conosciuti soltanto dagli addetti ai lavori e non partecipati al contribuente.

Dopo quanto si è detto, si ritiene che la cartella esattoriale esaminata non abbia i necessari requisiti di chiarezza e non svolga la sua funzione di corretta informazione e comunicazione nei confronti del cittadino e non consente al destinatario di avere conoscenza delle proprie obbligazioni, sia ai fini dell’esatto adempimento, sia ai fini dell’esercizio del proprio diritto alla difesa.

Non resta, pertanto, che accogliere il ricorso avanzato dal ********, affermando anche la responsabilità dell’**** S.p.A. per aver emesso una cartella esattoriale priva dei dati identificativi della contravvenzione il cui importo viene richiesto, e disporre quindi per l’annullamento della cartella esattoriale impugnata.

Le spese seguono la soccombenza, come da dispositivo.

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Catanzaro, nella persona del dott. Sergio Lumare, definitivamente pronunciando in ordine alla domanda introdotta con atto di citazione ex 1° comma art. 617 C.p.c. da **********, attore, nei confronti della convenuta Prefettura di Catanzaro nella persona del Prefetto pro tempore, e della **** S.p.A., nella persona del legale rappresentante pro tempore, convenuta, quale ente esattore che per conto della Prefettura di Catanzaro ha emesso la cartella esattoriale n. **** notificata il 6 luglio 2002, così dispone:

1) accoglie la domanda in premessa e, per l’effetto, annulla e dichiara inefficace la cartella esattoriale sopra specificata;

2) condanna la convenuta autorità prefettizia di Catanzaro, nella persona del Prefetto pro tempore, e la convenuta **** S.p.A., nella persona del legale rappresentante pro tempore, a rifondere con vincolo solidale le spese e competenze del presente giudizio che liquida nella misura onnicomprensiva di € 380,00.

Così deciso in Catanzaro il 7 aprile 2003

Il Giudice di pace
Dott. Sergio Lumare