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Lazio - Sez. III - Sentenza n. 6713 del 31/07/2003
Atto amministrativo - Diritto di accesso

TAR LAZIO, SEZ. III - Sentenza 31 luglio 2003 n. 6713 - Pres. Cossu, Est. Mele - **** s.p.a. (Avv.ti Gambardella e Mogliazza Biasotti) c. Avvocatura Generale dello Stato (Avv.ra Stato) e Università degli Studi di Roma "La Sapienza" (Avv.ra Stato) - (rigetta il ricorso).

Atto amministrativo - Diritto di accesso - Ricorso ex art. 25 L. n.241/1990 - Nel caso in cui l’atto richiesto in ostensione si trovi già nella disponibilità materiale del richiedente ed esso non sia stato disconosciuto dalla P.A. in giudizio - Interesse dell’istante a ricevere l’atto - Non sussiste - Fattispecie relativa a parere dell'Avvocatura dello Stato.

(omissis)

per la declaratoria dell’illegittimità del rifiuto opposto dall’Avvocatura generale dello Stato con nota del 29 aprile 2003, in ordine al rilascio di copia di parere reso su richiesta dell’Università di studi di Roma "La Sapienza", relativamente ad uno schema di transazione con la ricorrente.

(omissis)

F A T T O E D I R I T T O

La ricorrente società, che ha in atto con l’Università degli studi di Roma "La Sapienza" un nutrito contenzioso, del quale dà nel presente ricorso uno specifico resoconto, ha proposto il ricorso medesimo, ai sensi dell’art. 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241, al fine di ricevere dall’Avvocatura generale dello Stato ovvero dall’Università sia la copia del parere espresso dalla prima in ordine ad un’ipotesi transattiva formulata dalla medesima Università, sia la richiesta che ha attivato il suddetto parere.
Rileva la ricorrente che l’Avvocatura generale dello Stato ha opposto un diniego a tale accesso, richiamando l’art. 2 del d.P.C.M. 26 gennaio 1996, n. 200 che considera riservati, e quindi non accessibili, tutti gli atti di natura defensionale e consultiva resi nei confronti delle amministrazioni che usufruiscono del suo patrocinio.
Rileva, altresì, la medesima ricorrente che nella specie non è integrata la fattispecie in parola, trattandosi di un atto amministrativo, come tale non sottraibile all’accesso.
L’Avvocatura generale dello Stato, con propria memoria, ribadisce l’esclusione dell’atto richiesto dall’accesso e chiede la reiezione del ricorso.
In sede di udienza camerale, le parti discutono la causa, illustrando le rispettive tesi. L’Avvocatura generale dello Stato fa, altresì, presente che la stessa ricorrente è comunque venuta in possesso del parere di cui chiede copia.
Come si è specificato in precedenza, la ricorrente, sia pure per le vie brevi, è comunque venuta in possesso del parere reso dall’Avvocatura generale dello Stato sull’ipotesi di transazione formulata dall’Università.
La stessa, quindi, non ha alcun interesse a ricevere un atto che comunque si trova nella sua disponibilità materiale.
Se, peraltro, l’interesse della ricorrente è quello di ricevere una conferma circa la provenienza dell’atto, ciò si è implicitamente verificato in questa sede, ove l’Avvocatura ha espressamente preso atto del possesso di fatto da parte della ricorrente del parere medesimo e, pur meravigliandosi di come la stessa ne sia venuta in possesso, non l’ha per nulla disconosciuto.
Pertanto, anche tale interesse non è sussistente.
Il ricorso va, conseguentemente, rigettato, non sussistendo l’interesse della ricorrente ad avere un atto di cui è già in possesso e del quale in questa sede non è stato effettuato il disconoscimento.
Le spese possono essere compensate fra le parti, sussistendo all’uopo giusti motivi.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio
Sezione III

- Rigetta il ricorso indicato in epigrafe;
- Compensa le spese.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Roma, il 9 luglio 2003, dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sez. III, in Camera di consiglio.

Il Presidente
Il Consigliere estensore

Depositata in segreteria in data 31 luglio 2003.