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Cassazione - Sez. III Civile - Sentenza n. 17519 del 19/11/2003
Elezione di domicilio speciale non può desumersi dal libretto di circolazione

Cassazione

Sezione terza civile

Sentenza 19 novembre 2003 n. 17519

(Presidente Giuliano – relatore Segreto)

Svolgimento del processo

Con citazione notificata il 20 e 23 settembre 1996 G.A. conveniva davanti al giudice di pace di Torre del Greco la spa **** e la **** Assicurazioni, per sentirli condannare in solido al risarcimento dei danni subiti a seguito dell’incidente stradale verificatosi tra il suo autocarro e l’autobus della ****, tg ...... in Montecorvino Rovella.

Si costituiva la sola **** Assicurazioni, che resisteva alla domanda.

Il giudice di pace, con sentenza del 5 febbraio 1997, condannava i convenuti in solido al risarcimento dei danni.

Proponeva appello la ****.

Il Tribunale di Torre Annunziata disponeva l’integrazione del contraddittorio nei confronti della ****.

Questa si costituiva ed eccepiva la nullità della notificazione della citazione introduttiva.

Il Tribunale, con sentenza depositata il 14 maggio 1999, dichiarava nulla la notificazione alla **** in Salerno della citazione di primo grado e rimetteva la causa al primo giudice.

Riteneva il Tribunale che non era contestato tra le parti che la **** non avesse in Salerno né la sede principale né una sede secondaria; che conseguentemente la notificazione effettuata in Salerno era nulla, mentre il fatto che nel libretto di circolazione fosse indicata la residenza della proprietaria ****, in Salerno, via Irno, non comportava un’elezione di domicilio in tale luogo a norma dell’articolo 47 Cc.

Avverso questa sentenza ha proposto ricorso per Cassazione A. G..

Non si sono costituite le intimate **** e ****.

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli articoli 183, 320, 345, in relazione agli articoli 156, 157 e 160 Cpc, nonché la violazione dell’articolo 2697 Cc, ai sensi dell’articolo 360 n. 3 Cpc.

Assume il ricorrente che nella fattispecie vi è stata una sanatoria della presunta nullità della notifica dell’atto di citazione, in conseguenza del comportamento della ****, che non aveva eccepito la nullità della notifica nella prima istanza o difesa successiva alla notizia di detta nullità, già in primo grado.

1.1. Ritiene questa Corte che il motivo sia infondato e che, per l’effetto, esso vada rigettato.

Va, anzitutto, rilevato che la sentenza impugnata dà atto (p. 3) che la nullità della notifica è stata eccepita dalla stessa ****, all’atto della costituzione in appello.

In ogni caso va osservato che, vertendosi nella fattispecie in un’ipotesi di azione diretta ex articolo 18 legge 990/69, proposta dall’attore nei confronti dell’assicuratore ****, il proprietario dell’auto (nella fattispecie la **** spa) era litisconsorte necessario a norma dell’articolo 23 legge 990/69.

1.2. Qualora la nullità della citazione o della sua notifica si verifichi, in controversia con pluralità di convenuti in qualità di litisconsorzi necessari, nei confronti di uno soltanto di essi, senza che lo stesso si costituisca, sussiste un vizio di integrità del contraddittorio in primo grado, e va disposta la rimessione al primo giudice per la ricorrenza della corrispondente ipotesi contemplata dal predetto articolo 354 comma 2 Cpc (Cassazione 4857/95).

Da ciò consegue che nella fattispecie, non risultando integrato il contraddittorio nei confronti del litisconsorte necessario (****) per nullità della notifica, detta mancata integrazione andava rilevata anche d’ufficio, in ogni stato e grado nel giudizio ed anche in sede di legittimità, poiché sul punto non si era verificato il giudicato (Cassazione 12767/99).

Il primo motivo di ricorso va, pertanto, rigettato.

2. Con il secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta l’insufficienza e contraddittorietà della motivazione circa la mancata contestazione della sede indicata dalla **** (articolo 360 n. 5 Cpc), nonché la violazione dell’articolo 2697 Cc.

Assume il ricorrente che, contrariamente a quanto assunto dall’impugnata sentenza, egli aveva contestato l’assunto della ****, secondo cui la **** spa non avesse la sede legale in Salerno, via Irno; che, invece, trattatasi di una sede legale, come emergeva dal libretto di circolazione dell’autobus; che in ogni caso competeva alla convenuta **** fornire la prova che in Salerno non via era la sede legale della ****.

2.1. Ritiene questa Corte che il motivo sia in parte inammissibile ed in parte infondato e che lo stesso vada rigettato.

Anzitutto quanto alla censura secondo cui, contrariamente a quanto sostenuto dalla sentenza impugnata, il ricorrente avrebbe contestato la tesi della ****, che in Salerno non vi era la sede legale della ****, va osservato che la stessa si risolve in un travisamento del fatto processuale da parte del giudice di merito, per cui la doglianza poteva proporsi solo con il rimedio della revocazione.

Infatti il travisamento del fatto non può costituire motivo di ricorso per cassazione, poiché, risolvendosi in un’inesatta percezione da parte del giudice di circostanze presupposte come sicura base del suo ragionamento, in contrasto con quanto risulta dagli atti del processo, costituisce un errore denunciabile con il mezzo della revocazione ex articolo 395 n. 4 Cpc (Cassazione 4310/97; 4018/96).

2.2. È altresì infondata la censura secondo cui competeva alla **** fornire la prova che quella di Salerno non fosse una sede legale della ****.

Va, anzitutto, osservato che la disposizione contenuta nel cpv dell’articolo 46 Cc, secondo cui, qualora la sede legale della persona giuridica è diversa da quella effettiva, i terzi possono considerare come sede della persona giuridica anche quest’ultima, vale pure ai fini delle notificazioni contenute nell’articolo 145 Cpc, con la conseguente validità della notificazione eseguita alla sede effettiva di una società avente personalità giuridica, anziché alla sede legale (Cassazione 2341/85).

2.3. Nella fattispecie, avendo l’attore provveduto alla notifica del suo atto di citazione anche alla ****, in Salerno, competeva allo stesso attore fornire la prova, a seguito delle contestazioni della **** e della stessa **** in appello, che assumevano che la sede legale era in Firenze, fornire la prova che invece – la sede legale o quella effettiva era in Salerno e che quindi la notificazione era stata da lui legittimamente effettuata.

3. Con il terzo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione di legge e falsa applicazione dell’articolo 47 Cc, nonché l’insufficiente e contraddittoria motivazione circa la validità della notifica.

Ritiene il ricorrente che erratamente la Corte di appello non ha accolto il suo assunto, secondo cui l’indicazione della residenza del proprietario nel libretto di circolazione del veicolo, costituisce un’elezione di domicilio, ai sensi dell’articolo 47 Cc, per tutte le questioni relative a detto veicolo.

3.1. Ritiene questa Corte che il motivo sia infondato e che lo stesso vada rigettato.

L’elezione di domicilio speciale, che ha, come funzione, la sostituzione, per l’affare in questione, di tutti gli altri parametri di individuazione spaziale della persona fisica o giuridica (rispettivamente residenza, dimora, domicilio generale o sede legale o effettiva) con il luogo specificamente indicato, e, come conseguenza, il dipanarsi degli effetti di cui all’articolo 141 Cpc, oltre che effettuarsi per iscritto, deve connotarsi secondo caratteri di incontroversa univocità, onde desumere la chiara volontà della parte di riferirsi al luogo prescelto come destinazione non fungibile di tutti gli atti del processo che la riguardino (Cassazione 11037/97).

A tal fine, infatti, il legislatore richiede che l’elezione sia fatta “espressamente per iscritto” (articolo 47, comma 2, Cpc).

Non è possibile quindi un’elezione di domicilio che debba desumersi implicitamente da altre espressioni, per quanto scritte, occorrendo che l’elezione risulti in modo espresso, esplicito ed univoco, trattandosi di una deroga alle regole generali sul domicilio ed una rinunzia ad essere citati nel proprio domicilio.

3.2. Nella fattispecie, invece, la tesi sostenuta dal ricorrente porterebbe a ritenere che la sola dichiarazione di residenza, per quanto scritta, contenuta nel libretto di circolazione dell’auto costituisca implicitamente un’elezione di domicilio, sia pure per i soli affari attinenti al veicolo, con ciò contrastando con il disposto dell’articolo 47, comma 2, Cc ed i principi suddetti.

Il ricorso va pertanto rigettato.

Nulla per le spese di questo giudizio di cassazione, non essendosi costituiti gli intimati.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Nulla per le spese del giudizio di cassazione.

Così deciso il 24 settembre 2003.

DEPOSITATA IN CANCELLERIA IL 19 novembre 2003.