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Milano-La Regione Lombardia vuole arruolare i "Ghisa"
Convegno sulla P.L. organizzato alla Regione

da Il Giornale 11/12/2003
di MARCELLO CHIRICO

«La Regione Lombardia non intende sostituirsi agli organi nazionali, né
vuole interferire con l’autonomia degli enti locali o intromettersi nel
livello operativo, che è competenza dei Comandi della Polizia locale. Agisce
solo in coerenza col principio di sussidiarietà». Ciò nonostante, il
governatore Roberto Formigoni non avrebbe abbandonato affatto il progetto di
una polizia regionale, e insieme al proprio assessore alla sicurezza Massimo
Buscemi starebbe già pensando alla prossima mossa: quella di
«regionalizzare» tutte le polizie locali della Lombardia. Come?
Finanziandole con soldi del proprio bilancio. Questo significherebbe, per la
Regione, farsi carico di tutte le spese, a cominciare dagli stipendi degli
8.500 ghisa lombardi. A quel punto, il loro datore di lavoro non sarebbero
più i singoli Municipi ma il Pirellone, e il passo da polizie municipali a
regionali sarebbe pressoché automatico.
Un progetto che si potrebbe realizzare, ovviamente, soltanto dopo
l’introduzione del federalismo e col trasferimento di risorse e poteri alle
Regioni, passaggio che Formigoni auspica e sollecita da anni. Anche perché,
senza l’aiuto finanziario dello Stato, la «regionalizzazione» delle polizie
locali sarebbe irrealizzabile (la Regione, da sola, non dispone infatti di
risorse sufficienti per poterla attuare). L’intenzione però di metterla in
pratica in prospettiva futura c’è, e al Pirellone ne stanno già discutendo
col ministero degli Interni.
Nel frattempo, la Regione prosegue in quello che Formigoni definisce «un
ruolo propulsivo e di coordinamento» delle polizie locali, organizzando con
prefetti e questori vere e proprie operazioni congiunte su aree a rischio
del territorio lombardo tra forze dell’ordine e polizie muncipali, le quali
- come ha anche recentemente spiegato Formigoni - «possiedono due asset
strategici: da un lato conoscono in modo capillare le realtà sociali e
ambientali in cui operano, dall’altro hanno un rapporto diretto con le
comunità del territorio».
Dopo un paio di esperimenti attuati nei mesi scorsi a Sesto San Giovanni e a
Magenta, tra l’altro con ottimi risultati sul campo (sono stati sventati,
rispettivamente, un traffico di immigrate romene e arrestato un gruppo di
spacciatori operativo attorno all’ospedale magentino), nei prossimi giorni
(le date, per ovvi motivi, restano top secret) verrà allestita la prima
operazione congiunta in grande stile - la prima di questo tipo in Italia -
che vedrà coinvolte Regione, Prefettura di Varese, poliziotti, carabinieri e
ghisa. È stata battezzata «operazione città sicure» e riguarderà l’asse del
Sempione, in particolare Busto Arsizio, Gallarate, Castellanza, Varese e
Saronno.
In pratica sono state individuate due aree nelle quali la criminalità
sarebbe parecchio attivo: quella del Bustese, e nel mirino ci sarebbero
numerosi locali notturni della zona (discoteche, night, eccetera), e quella
del Saronnese, dove invece sarebbe fiorente il mercato della droga.
All’operazione prenderanno parte 120 agenti: 60 uomini delle polizie locali
e altrettanti tra poliziotti e carabinieri. Durante le fasi dell’operazione
- che avrà la durata di 48 ore -, a fornir loro assistenza sarà l’elicottero
199 Agusta di proprietà della Regione Lombardia, col quale verranno
perlustrate dall’alto le zone in questione.
Prossimamente (gennaio 2004) sono già in agenda analoghe operazioni in altre
zone a rischio criminalità della Lombardia: interesseranno Brescia e Milano,
dove entrambe le prefetture hanno già dato il loro assenso. È intanto
imminente il varo definitivo di una vera e propria Accademia per la
formazione di ufficiali e sottufficiali di Polizia locale, come previsto
dalla legge regionale sulla sicurezza del 2003. La giunta ha approvato nei
giorni scorsi l’atto di indirizzo per la sua costituzione, che ora passerà
al vaglio del consiglio regionale per l’approvazioone definitiva.
L’Accademia avrà sede a Milano, all’interno del palazzo che già ospita
l’Iref (l’Istituto regionale di formazione).