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LA NUOVA DIRIGENZA DEL SULPM NON VUOLE L'UNITA' DELLA CATEGORIA: VUOLE SOLO TESSERE
On line il documento unitario di espulsione del Sulpm dal Movimento

OSPOL  -    SIAPOL  -    SILPOL   -  SUPM

 

 

SULPM:   INAFFIDABILE  IERI,   INAFFIDABILE  OGGI

 

Colleghi,

il nostro sogno di vedere tutta la Categoria compatta sotto un’unica bandiera svanisce per l’ennesima  volta grazie alla protervia ed al desiderio di onnipotenza del nuovo Sulpm di Mascella (chiamandolo così  solo  per differenziarlo da quello omologo di Mastino) che  si dimostra per  l’ennesima volta inaffidabile sul piano morale  nel rispettare l’altrui  dignità.

Le sigle storiche dell’associativismo categoriale hanno, in tempi non sospetti, aiutato la dirigenza del nuovo Sulpm ad uscire dalle paludi della loro diaspora interna, garantendo loro, in un periodo di crisi profonda, la necessaria visibilità, in quanto fermamente convinti che questa costituenda realtà sindacale fosse portatrice di democrazia e trasparenza. OSPOL-SIAPOL-SILPOL-SUPM hanno così costituito il  movimento unitario per la riforma  della legge quadro 65/86, chiamando successivamente il Sulpm a parteciparvi;  dopo però una fase iniziale di  collaborazione, la perenne ambiguità si è alla fine manifestata cercando di colpire indistintamente tutti coloro i quali l’avevano aiutata.

Nei fatti:

il nuovo Sulpm ha poi scientemente lavorato aldilà dei patti di reciproca fiducia per indurre parti consistenti degli associati delle scriventi O.S. a trasmigrare a suo favore, forse attraendole con promesse di ogni tipo;

il nuovo Sulpm ha, inoltre, come suo costume, altezzosamente evitato di discutere su un piano paritetico il percorso atto alla determinazione di un soggetto sindacale unico per tutti i colleghi dei vari Corpi di P.L. d’Italia;

il nuovo Sulpm  ha tuttavia deciso inopinatamente di convergere su un’altra confederazione sindacale, la Confsal, inserendosi nel suo dipartimento di P.M. e relegandosi così a mera comparsa sullo scenario sindacale di categoria;

il nuovo Sulpm ha utilizzato  nelle trattative per il rinnovo del contratto  il progetto costruito dal CSA dipartimento Polizie Locali  per poi, alla sottofirma della preintesa, connotarsi come unica portatrice delle istanze della nostra categoria;

il nuovo Sulpm, da buon opportunista, ha sempre partecipato ai numerosi convegni organizzati da altre OO.SS. costituenti il Movimento e finalizzati a creare convergenze sulle nostre proposte di modifica della legge quadro, senza alcun  contributo alle spese organizzative.

Per quanto sopra evidenziato, con grande amarezza, le sigle sindacali in intestazione con questo documento prendono atto della fine del percorso con il Sulpm, affermando altresì che lo stesso continuerà con gli stessi presupposti e con altri interlocutori associativi.

Alla dirigenza dello stesso auspichiamo che riesca a mantenere quanto promesso ai lavoratori della Polizia Locale e cioè la rappresentatività sindacale a livello nazionale, tale da consentirgli la presenza nei tavoli istituzionali, poiché dai dati che stanno emergendo all’Aran, il DICCAP, a cui il “nuovo” Sulpm conferisce le proprie deleghe, non sembra raggiungere il quorum associativo previsto dalle vigenti norme contrattuali e, conseguentemente, tutto ciò che viene propinato sa tanto di nobiltà decaduta e di ultimo canto del cigno.

Ai Colleghi facciamo presente che è in atto la definizione di un nuovo progetto sindacale  tra le OO.SS.  firmatarie del presente documento, dove i valori di riferimento saranno la democrazia, l’onestà intellettuale, la lealtà, l’etica morale e non quelli della sopraffazione, della menzogna, dell’opportunismo e del machiavellico “il fine giustifica i mezzi”. Come sempre, il tempo è galantuomo e una nuova alba sta sorgendo per tutti i Colleghi d’Italia… appuntamento a  Milano il 16 gennaio 2004 !

 

Roma 16/12/2003

 

         OSPOL                      SIAPOL                                   SILPOL                                     SUPM

   Bruno Galante          Ernesto Cassinelli               Rosario Palazzolo                    Roberto Puliti