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Sentenza Sez. Unite n.14-1999
Giurisdizione e competenza - Pubblico impiego - Controversie instaurate dopo entrata in vigore del D.L.vo n. 80/1998

CORTE DI CASSAZIONE, SEZIONI UNITE - Sentenza 1° febbraio 1999 n. 14 - Pres. Bile, Est. Prestipino - I.N.P.S. c. Palombi - (dichiara la sussistenza della giurisdizione del giudice amministrativo).
Giurisdizione e competenza - Pubblico impiego - Controversie instaurate dopo entrata in vigore del D.L.vo n. 80/1998 - Relative a questioni attinenti al rapporto di lavoro svoltosi anteriormente al mutamento della disciplina - Permanenza della giurisdizione amministrativa - Normativa di riferimento - Individuazione.
Giurisdizione e competenza - Pubblico impiego - Controversie in materia previdenziale - Riguardanti un trattamento aggiuntivo rispetto a quello pensionistico - Natura sostanzialmente retributiva - Giurisdizione amministrativa - Sussiste.
Rientra nella giurisdizione esclusiva del Giudice amministrativo una controversia instaurata da un dipendente pubblico dopo l'entrata in vigore del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 80 (30 giugno 1998), allorché tale controversia riguardi questioni attinenti al rapporto di lavoro svoltosi anteriormente al mutamento della disciplina.
La giurisdizione dei giudice amministrativo resta ferma non solo ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 80 (il quale, all'art. 45, comma 17, seconda parte, stabilisce che: "le controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore a tale data, restano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e debbono essere proposte, a pena di decadenza, entro il 15 settembre 2000"), ma anche ai sensi della disposizione di cui all'art. 1 del D.L. 4 marzo 1994 n. 154, reiterato con D.L. 6 maggio 1994 n. 269, convertito con modificazioni in L. 4 luglio 1994 n. 432, in virtù della quale, nel caso di trasformazione di enti pubblici, continuano ad essere attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a questioni attinenti ai rapporti di lavoro svoltisi anteriormente al mutamento della disciplina, a nulla potendo rilevare il fatto che le controversie siano state instaurate quando il datore di lavoro aveva già mutato la propria natura.
In particolare, rientra nella giurisdizione amministrativa una domanda rivolta ad ottenere una prestazione previdenziale che l'I.N.P.S. corrisponde al proprio personale a mezzo di apposito fondo ed in aggiunta al trattamento pensionistico obbligatorio: in tale ipotesi si è in presenza, infatti, di un rapporto previdenziale che non è autonomo rispetto al rapporto di pubblico impiego, ma che inerisce al medesimo e le spettanze richieste hanno natura sostanzialmente retributiva, posto che trovano titolo immediato e diretto nel rapporto di impiego pubblico e nelle obbligazioni che da esso conseguono a carico dell'Istituto nella qualità di datore di lavoro.
DIRITTO: Secondo il ricorrente la domanda proposta dal Palombi al Pretore di Roma si configura - avuto riguardo al suo petitum, sia formale, sia sostanziale, nonché alla causa petendi - come una domanda rientrante interamente nella materia ancora a tutt'oggi devoluta per legge alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, atteso che non è ancora compiuta la fase transitoria cui la legge (v. art. 2, lett. c), L. 23 ottobre 1992 n. 421 e artt. 68 e art.72 del d.L.vo 3 febbraio 1993 n. 29) subordina il "passaggio di giurisdizione" relativamente ad alcune materie.
Deve essere dichiarata la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
L'art. 2, lettera c) della legge 23 ottobre 1992 n. 421, contenente la delega al Governo per la nazionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale, prevede l'affidamento delle controversie di lavoro riguardanti i pubblici dipendenti, ... alla giurisdizione del giudice ordinario a partire dal terzo anno successivo alla emanazione del decreto legislativo e comunque non prima del compimento della fase transitoria di cui alla lettera a); in base alla detta lettera a), il Governo, in virtù della delega, è autorizzato a prevedere una disciplina transitoria idonea a garantire la graduale sostituzione del regime attualmente in vigore nel settore pubblico, con quello stabilito in base al presente articolo.
La norma, per quanto qui interessa, era poi confermata dall'art. 68 del D.L.vo 3 febbraio 1993 n. 29, il quale prevedeva che la disposizione di cui al comma 10 (riguardante la devoluzione all'A.G.O. delle controversie dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche) si applica a partire dal terzo anno successivo alla entrata in vigore del presente decreto, e comunque non prima della fase transitoria di cui all'art 72.
L'assunto risulta normativamente confermato dal tenore della disposizione di cui all'art. 11 della legge 15 marzo 1997 n. 59, con la quale il Governo è delegato a procedere alla disciplina della devoluzione al giudice ordinario delle controversie relative ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni entro il 30 giugno 1998. Ed in effetti è stato approvato il decreto legislativo 31 marzo 1998 n. 80, che all'art. 45, comma 17, seconda parte, reca: "le controversie relative a questioni attinenti al periodo del rapporto di lavoro anteriore a tale data (30 giugno 1998), restano attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e debbono essere proposte, a pena di decadenza, entro il 15 settembre 2000".
La giurisdizione dei giudice amministrativo resta ferma anche ai sensi della disposizione di cui all'art. 1 del D.L. 4 marzo 1994 n. 154, reiterato con D.L. 6 maggio 1994 n. 269, convertito con modificazioni in L. 4 luglio 1994 n. 432, in virtù dei quali, nel caso di trasformazione di enti pubblici. continuano ad essere attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo le controversie relative a questioni attinenti al rapporto di lavoro svoltosi anteriormente al mutamento della disciplina, a nulla potendo rilevare il fatto che la controversia sia stata impiantata quando il datore di lavoro aveva già mutato la propria natura.
Nel caso in esame si tratta di una domanda rivolta ad ottenere la indennità di cui all'art. 35 del regolamento per il trattamento di previdenza e di quiescenza, cioè una prestazione previdenziale che l'I.N.P.S. corrisponde al proprio personale a mezzo di apposito fondo ed in aggiunta al trattamento pensionistico obbligatorio: si tratta, alla stregua della costante giurisprudenza di questo Supremo Collegio, di un rapporto previdenziale che non è autonomo rispetto al rapporto di pubblico impiego, ma che inerisce al medesimo, e le spettanze richieste hanno natura sostanzialmente retributiva, posto che trovano titolo immediato e diretto nel rapporto di impiego pubblico e nelle obbligazioni che da esso conseguono a carico dell'Istituto nella qualità di datore di lavoro (S.U. civili 16 maggio 1995 n.5326, 24 gennaio 1995 n. 823, 16 marzo 1994 n. 2479, 16 novembre 1992 n. 12257, 16 giugno 1992 n.7379, 19 marzo 1990 n. 2287, 21 aprile 1989 n. 1902, 25 gennaio 1989 n. 430, 14 ottobre 1988 n. 5568, 1 aprile 1987 n. 3111).
Ciò premesso, non è revocabile in dubbio la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo; vi sono motivi per compensare le spese processuali dell'intero procedimento.