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Sentenza n. 2116 del 14/04/2004
Ricostruzione di carriera

Individuazione del momento in cui cominciano a decorrere interessi e rivalutazione monetaria nel caso di provvedimenti costitutivi di nuove posizioni di stato ed in particolare nel caso di ricostruzione di carriera del pubblico dipendente.

Consiglio di Stato – Sez. IV – Sentenza N. 2116/2004

 

 

R  E  P  U  B  B  L  I  C  A     I  T  A  L  I  A  N  A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la seguente

 

D E C I S I O N E

 

sul ricorso in appello iscritto al NRG. 6865 dell'anno 1995 proposto da ****, rappresentato e difeso dall’avv. ****, con il quale è elettivamente domiciliato in ****;  

 

c o n t r o

 

REGIONE CAMPANIA, in persona del Presidente della giunta regionale in carica, rappresentata e difesa dall’avv. V. Baroni, con il quale è elettivamente domiciliata in Roma, via del Tritone n. 61;

 

per l'annullamento

 

della sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione IV, n. 236 del 5 maggio 1995;

Visto il ricorso in appello con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio della Regione Campania;

Viste le memorie prodotte dalle parti a sostegno delle rispettive tesi difensive;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore alla pubblica udienza del 24 marzo 2004 il Consigliere Carlo Saltelli;

Nessuno è comparso per le parti costituite;

Ritenuto e considerato in fatto e in diritto quanto segue:

 

F A T T O

 

         Con delibera n. 578 del 1° febbraio 1984, avente ad oggetto “Inquadramento nel livello superiore del personale docente assunto dalla Formazione professionale in applicazione dell’articolo 36 della L.R. 16.3.74, n. 11 e successive modifiche integrative”, la Giunta regionale della Campania disponeva l’inquadramento nel livello funzionale direttivo, con la qualifica di funzionario, a decorrere dalla data di inquadramento nel ruolo del personale della Giunta, dei dipendenti assunti con la qualifica di insegnanti e utilizzati presso i Centri di Formazione Professionale gestiti enti INAPLI, ENALC e INIASA.

 

Tra tali insegnanti vi era anche il sig. **** che con un precedente decreto n. 2200 dell’11 giugno 1979, in esecuzione della delibera della Giunta regionale n. 473 del 23 maggio 1979, era stato inquadrato nel livello funzionale di concetto, con la qualifica di collaboratore.

 

La Commissione di controllo sull’amministrazione della Regione Campania con la decisione n. 6198 del 15 maggio 1984, preso atto dei chiarimenti forniti dalla giunta regionale, ammetteva al visto la ricordata n. 578 del 1° febbraio 1984, limitatamente ai docenti di gruppo B destinatari del primo comma dell’articolo 25 della legge regionale 30 luglio 1977, n. 40.

 

Con successivo decreto n. 6552 del 12 luglio 1984 il predetto signor **** veniva inquadrato, in asserita rettifica del precedente decreto n. 2200 dell’11 giugno 1979, nel livello funzionale direttivo, con la qualifica di funzionario, con decorrenza dal 12 novembre 1973; con lo stesso decreto veniva attribuito al predetto dipendente anche il relativo trattamento economico, disponendosi altresì la liquidazione dei relativi conguagli.

 

Con ricorso giurisdizionale notificato il 28 dicembre 1988 il già citato signor **** chiedeva al Tribunale amministrativo regionale della Campania la condanna della Regione Campania al pagamento della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sulle differenze retributive spettanti a seguito dell’inquadramento retroattivo nel livello superiore direttivo, corrisposte in ritardo.

 

Nella resistenza dell’intimata amministrazione regionale, con la sentenza n. 236 del 5 maggio 1995, l’adito Tribunale respingeva il ricorso, adducendo la natura costitutiva del provvedimento di reinquadramento nel livello superiore dell’interessato, con la conseguenza che il momento genetico del credito poteva essere ricollegato solo alla data di emanazione del provvedimento stesso.

 

Avverso tale statuizione ha proposto appello il signor **** chiedendone la riforma in quanto, a suo avviso, i primi giudici non avevano tenuto conto che il provvedimento di reinquadramento nel livello superiore (direttivo) disposto dall’amministrazione non era frutto di una scelta discrezionale di quest’ultima, ma costituiva espressione di attività vincolata, volta a riconoscergli il diritto alla giusta retribuzione delle funzioni (superiore) effettivamente svolte.

 

L’Amministrazione regionale si è costituita in giudizio, chiedendo il rigetto dell’avverso appello, siccome infondato.

 

D I R I T T O

 

I. L’appello è infondato e deve essere respinto.

 

I.1. E’ jus receptum che nell’ipotesi di provvedimenti costitutivi di nuove posizioni di stato del pubblico dipendente, quali ad esempio il conferimento di una nuova qualifica ovvero un provvedimento di reinquadramento, la maturazione del diritto alla nuova misura retributiva si verifica con il perfezionamento dell’atto e solo da tale data decorrono la rivalutazione monetaria ed il diritto agli interessi sulle somme relative, se corrisposte in ritardo (C.d.S., sez. VI, 31 ottobre 1997, n. 1552).

 

 E’ stato altresì precisato che, nel caso di ricostruzione di carriera del pubblico dipendente mediante inquadramento in una diversa qualifica, con effetto retroattivo, comportante il diritto ad un maggior trattamento economico, gli eventuali interessi legali e la rivalutazione del credito retributivo decorrono dalla data in cui sono venuti in essere tutti gli elementi costitutivi del credito stesso e ne è stato determinato o reso determinabile l’ammontare, ossia dal momento della emanazione del provvedimento di inquadramento del dipendente (ex pluribus, C.d.S., sez. VI, 22 aprile 2002, n. 2158; 2 febbraio 2001, n. 433; 23 settembre 1998, n. 1275; sez. IV, 12 marzo 2001, n. 1398; 28 dicembre 2000, n. 7002).

 

Infatti, i provvedimenti con i quali l’amministrazione dispone in materia di inquadramento dei propri dipendenti, attribuendo loro una qualifica diversa da quella in precedenza rivestita, hanno natura autoritativa in quanto espressione della potestà di organizzazione interna e producono effetti costitutivi della nuova posizione rivestita dal dipendente nell’organizzazione stessa dell’ente.

 

La predicata natura autoritativa del provvedimento di reinquadramento ed i relativi effetti costitutivi sussistono anche nel caso in cui quest’ultimo abbia carattere vincolato, in quanto attuativo di una norma di legge che ricolleghi l’attribuzione della nuova qualifica funzionale all’esito di un giudizio tecnico – ricognitivo della qualifica e del profilo professionale in precedenza rivestito.

 

I.2. La fattispecie all’esame della Sezione rientra perfettamente nel delineato indirizzo giurisprudenziale, dal quale non vi è alcun motivo per discostarsi.

 

Invero dalla lettura della delibera della Giunta regionale della Campania n. 578 del 1° febbraio 1984 emerge che, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, il (nuovo)  reinquadramento nel livello direttivo degli insegnanti di gruppo B dei disciolti enti INAPLI, ENAL e INIASA, originariamente inquadrati nel livello funzionale esecutivo e poi già reinquadrati nel livello di concetto, è frutto di una autonoma scelta discrezionale, non essendovi alcuna norma che obbligasse la Regione ad un simile comportamento.

 

E’ sintomatico, in tal senso, non solo (e non tanto) la circostanza che per adottare il predetto provvedimento di reinquadramento l’amministrazione regionale abbia sentito la necessità di essere confortata da un apposito parere legale di un docente universitario in ordine alla “legittimità dell’inquadramento nel livello immediatamente superiore dei docenti di gruppo B dei disciolti enti INAPLI, ENAL e INIASA” (attività istruttoria del tutto inutile e defatigante qualora l’inquadramento nel livello superiore fosse stato conseguenza automatica e vincolata di una specifica disposizione normativa), quanto piuttosto il fatto che il predetto inquadramento si fonda sull’affermata natura atipica del ruolo del personale in questione, assunto per far fronte alle particolari esigenze del settore della formazione professionale, e sull’asserita unicità della funzione docente.

 

In altri termini, come peraltro espressamente ammesso dallo stesso appellante, il provvedimento in esame rappresenta un vero e proprio riconoscimento dell’avvenuto svolgimento di funzioni superiori, attraverso lo strumento dell’interpretazione estensiva e/o analogica di una disposizione normativa: con la evidente conseguenza che solo dalla data del decreto applicativo della delibera di reinquadramento è divenuto certo ed esigibile il credito relativo alle differenze retributive connesse all’effetto retroattivo del provvedimento.

 

E’ pertanto destituita di fondamento, come correttamente statuito dai primi giudici, la richiesta del sig. **** di ottenere la liquidazione degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sugli emolumenti corrisposti, fin dalla data di maturazione dei singoli ratei.

 

II. L’appello deve essere respinto.

 

Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo.

 

P.Q.M.

 

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (sezione quarta), definitivamente pronunciando sull’appello proposto da **** avverso la sentenza n. 236 del 5 maggio 1995 del Tribunale amministrativo regionale della Campania, sezione IV, lo respinge.

 

Condanna l’appellante al pagamento in favore della Regione Campania delle spese del presente grado di giudizio che si liquidano in €. 2.000.

 

         Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa.

 

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del 23 marzo 2004, con la partecipazione dei seguenti magistrati:

 

VENTURINI      LUCIO                   - Presidente

SALVATORE     COSTANTINO         - Consigliere

SCOLA              ALDO                   - Consigliere

POLI                  VITO                   - Consigliere

SALTELLI           CARLO                - Consigliere est.

 

L’ESTENSORE                             IL PRESIDENTE

         Carlo Saltelli                               Lucio Venturini

IL SEGRETARIO

Rosario Giorgio Carnabuci

 

 

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

14 aprile 2004

(art. 55, L. 27.4.1982 n. 186)

Il Dirigente

 

 

 

 

MASSIMA

         Nell’ipotesi di provvedimenti costitutivi di nuove posizioni di stato del pubblico dipendente, quali ad esempio il conferimento di una nuova qualifica ovvero un provvedimento di reinquadramento, la maturazione del diritto alla nuova misura retributiva si verifica con il perfezionamento dell’atto e solo da tale data decorrono la rivalutazione monetaria ed il diritto agli interessi sulle somme relative, se corrisposte in ritardo.

         I provvedimenti con i quali l’amministrazione dispone in materia di inquadramento dei propri dipendenti, attribuendo loro una qualifica diversa da quella in precedenza rivestita, hanno natura autoritativa in quanto espressione della potestà di organizzazione interna e producono effetti costitutivi della nuova posizione rivestita dal dipendente nell’organizzazione stessa dell’ente.