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Ai Colleghi di Milano

LETTERA APERTA

 

Ai Colleghi della Polizia Locale di Milano

 

Cari Colleghi,

 

come tutti Voi sapete la nascita del nostro sindacato è avvenuta alla fine dell’anno 2000. La fase di fuoriuscita dal Sulpm ha visto l’allora segreteria generale, di cui facevo parte, assumere la posizione di estromettere l’ex segretario generale Mastino a seguito anche di una sua lettera di dimissioni. Le motivazioni erano di natura politico sindacale e di altra natura che rivestiva carattere penale, tant’è che solamente il sottoscritto inoltrò denuncia all’Autorità Giudiziaria, atto che provocò un procedimento tuttora in corso. Ben 5 membri su 7, dell’allora segreteria generale, mi incaricarono di guidare il Sulpm verso un congresso che avrebbe dovuto ristabilire l’assetto democratico nell’associazione.

Ma, l’attuale dirigenza del suddetto sindacato, invece di schierarsi con noi come preannunciato, si schierò dalla parte di Mastino, legittimando un congresso nazionale che era stato indetto senza invitare le regioni del nord Italia, considerate golpiste. Naturalmente tale congresso riconfermò Mastino alla guida del Sulpm e solamente due anni dopo anch’essi scelsero di espellere Mastino dal sindacato.

 

Nel frattempo il Siapol decise di aderire al CSA (Coordinamento sindacale autonomo) anche per avere titolo a rappresentare i suoi iscritti ai tavoli delle trattative ed avere la giusta visibilità, tant’è che il sottoscritto ha partecipato alle trattative all’ARAN per il contratto nazionale di lavoro. Dopo la nostra adesione al CSA anche altri 2 sindacati di categoria, l’Ospol ed il Silpol, decisero di aderire al CSA all’interno del quale si è formato il Movimento dei Sindacati di Categoria per la riforma della Polizia Locale. Anche il Sulpm era stato coinvolto nel Movimento ma la cosa naufragò subito a causa anche delle decisioni che lo stesso aveva assunto senza interpellare nessuno degli altri componenti. Il credersi “unici rappresentanti della Categoria” ed unico rimedio per tutti i nostri mali non solo è un atto di arroganza ma anche un’offesa all’intelligenza dei Colleghi. Ricordiamo che il Sulpm raggiunge la rappresentatività solo grazie agli altri sindacati che fanno parte del Diccap (Fenal:amministrativi, Snalcc:camere di commercio e Fnel/Ugl).

 

Ebbene qualcuno di noi, che fino a ieri era il delegato alla segreteria di Milano, ha deciso di transitare nuovamente nelle file del Sulpm, dimenticando forse i fatti che ho riassunto; dimenticando che, se si vogliono raggiungere risultati concreti, le battaglie vanno condotte contro le nostre controparti e non contro i nostri compagni di viaggio. I dirigenti delle altre zone d’Italia del Siapol, riuniti per esaminare la possibilità di adesione al Sulpm, alla presenza del segretario di Milano, si sono dichiarati contrari e, quindi, il Siapol continuerà nel cammino intrapreso alla sua nascita, cosciente del fatto che per raggiungere i nostri obiettivi non servono divisioni ne’ romantici ritorni alla “vecchia casa” oppure rinsaldati legami al “cordone ombelicale” ormai reciso, ma solo l’unione definitiva di tutte le varie sigle dei sindacati autonomi di categoria in un unico soggetto che avrebbe sicuramente più forza. Per raggiungere questo traguardo però non servono solo belle dichiarazioni, ma reali convincimenti e reciproca fiducia, cose queste che vanno dimostrate sul campo, con l’umiltà del confronto e del dialogo, con il lavoro fianco a fianco e non con autonome iniziative ed altri atteggiamenti che spesso rasentano il ridicolo.

 

Considerata la situazione ho ritenuto opportuno scrivervi per quel dovere d’informazione che doveva esservi garantito da un’assemblea degli iscritti che invece non c’è stata, non per mia volontà.

 

Qualunque sia la vostra scelta, che sono certo sarà ponderata, sappiate che il Siapol continuerà la sua attività sindacale su Milano, così come nel resto d’Italia, con tutti coloro che vorranno impegnarsi nell’interesse della nostra Categoria.

 

Cordialmente

 

Milano 31/5/2004                                   Il Segretario Generale

      Ernesto Cassinelli